dall\' ARENA del 5/10/2010

Tre gemelli rimasti senza papà «Serve un aiuto straordinario»LA STORIA. Il consigliere Bonfante chiede interventi per una mamma di Oppeano che ha perso il marito prima del parto 05/01/2010e-mailprint A Chiesa di Palesella: la notte di Natale sono stati battezzati i gemelli Oppeano. Questa è la storia non di uno, ma di tre Bambin Gesù. Per quanto ci si sforzi di schivare la retorica della Natività che ha imperversato in questi giorni, come si può non pensare a questo parlando di Antonio, Diodato e Nicola, tre gemellini di sette mesi che non hanno mai visto il loro papà perché è morto tre mesi prima che nascessero e che ora si trovano, con la loro mamma – che di nome fa proprio Mariana – accuditi e accolti nella casa famiglia «Madonna di Lourdes»? Una casa ce l\’avrebbero, la madre e i tre bambini, e si trova ad Oppeano. Ma da agosto hanno dovuto lasciarla e trasferirsi, su disposizione del Tribunale dei minori di Venezia e in accordo con la mamma, in affido alla comunità della Fondazione di don Gianluca Colato a Cerea. La signora Mariana da sola con i tre neonati non ce l\’avrebbe mai fatta e soprattutto non avrebbe avuto, e non ha, abbastanza per loro, per le tre gocce d\’acqua di un cielo a metà. Metà del loro cielo, il papà, che si chiamava Antonio Capaldo, un piccolo imprenditore nell\’edilizia, 44 anni, è morto improvvisamente ad aprile 2009. Allora la moglie aspettava i tre gemelli e il 24 giugno, sono nati, bellissimi e sanissimi. Se del caso si sono interessati subito i servizi sociali e l\’Ulss 21, ora la situazione andrebbe presa in carico anche da altri enti, dal Comune di residenza e dalla Regione per esempio. Per questo il consigliere regionale Franco Bonfante ieri ha depositato un\’interpellanza in cui chiede alla Giunta veneziana se si possa ricorrere, per questa famiglia spezzata e in difficoltà, ad una legge che stanzia contributi straordinari ai Comuni. Una copia dell\’interpellanza è stata inviata, infatti, anche ad Oppeano. «Ho conosciuto la storia dei tre bambini», racconta il consigliere Bonfante, «per puro caso. Ho partecipato alla messa di Natale nella chiesa di Palesella, di proprietà della Fondazione Madonna di Lourdes. Il parroco, don Colato, aveva pensato con la signora Mariana che nessun giorno sarebbe stato più giusto della notte in cui nasce Gesù bambino per battezzare i tre gemelli. È stata una cerimonia toccante, come si può immaginare». Così, nei giorni successi, Bonfante si è informato sui quei piccoli, ha parlato con il parroco e ha scoperto che erano orfani. E che da qualche mese erano ospiti di Gianluca Colato. «Sono andato a trovarli nella casa famiglia. Sono bellissimi. Ma a parte questo, hanno bisogno di aiuto, di un sostegno, che ci si muova subito per loro. La signora Mariana lavora come cameriera in un ristorante di Verona, ma non basta ovviamente». Evidentemente Mariana non ha potuto permettersi di lasciare il lavoro e di stare con i suoi tre gemellini, come molto probabilmente sarebbe successo se il marito non fosse morto. Però così è andata e la donna si è dovuta rimboccare le maniche e per qualche ora al giorno lasciare i suoi bambini nella casa famiglia. Alcune signore volontarie fanno la spola per occuparsi dei neonati, che ora hanno sette mesi: li cullano, li allattano, li cambiano. Tutto quello che richiedono i bambini, insomma: cibo, amore, attenzione, non oro, incenso e mirra. Doni veri, reali. Il momento è quello giusto, ma che i Magi siano davvero tali.

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